Buon Viaggio Heles

Mi mancherai amica mia. Il tuo instancabile scodinzolare, il tuo muso dolce e le orecchie dritte. L’amore che mi hai dimostrato in questi 12 anni di vita passati insieme, senza mai pretendere nulla in cambio. La tua antipatia verso il postino e le motociclette, il pezzetto di legno che prendevi e mi posavi sui piedi, per fartelo lanciare, instancabile mio tesoro, ora potrai riposare della fatica del lavoro che hai portato a termine: difendermi sempre, difenderci tutti. Nessuno mai prenderà il tuo posto. Ti amerò in eterno, come tu hai amato me. Buon Viaggio Heles.

Ode al canePablo Neruda

Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perché
non so, non posso dir nulla.
In campo aperto andiamo
uomo e cane.
Brillano le foglie come
se qualcuno le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo tutte le arance
a collocare piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.
Il cane si ferma,
insegue le api,
salta l’acqua trepida,
ascolta lontanissimi latrati,
orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso,
a me, come un regalo.
E’ la sua freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto,
e proprio lì mi chiese
con i suoi due occhi,
per chè è giorno, perchè verrà la notte,
perchè la primavera
non portò nella sua canestra
nulla
per i cani randagi,
tranne inutili fiori,
fiori, fiori e fiori.
E così m’interroga il cane
e io non rispondo.
Andiamo uomo e cane uniti
dal mattino verde,
dall’incitante solitudine vuota nella quale solo noi
esistiamo,
questa unità fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perchè non esiste l’uccello nascosto,
ne’ il fiore segreto, ma solo trilli e profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicità
d’essere cane e d’essere uomo trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada.

Pubblicato in: on 26 ottobre, 2008 at 3:41 pm  Commenti (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Mi dispiace per Heles. Bella l’immagine della poesia di Neruda.

    Saluts

  2. So cosa si prova quando un nostro amico peloso se ne va.
    Un abbraccio…


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